Posizione: Home > Notizie (Visualizza la Mappa del sito )
(20 Gennaio 2010)
Risultato per la campagna BDS. La maggiore istituzione israeliana ha dato forfait dalla contestata Fiera di Vicenza dell'oro e dei diamanti
Vicenza
Sabato sera in piazza Matteotti - nella manifestazione contro l'apartheid israeliano - uno striscione invitava a boicottare la presenza e la gioielleria israeliana, alla Fiera VicenzaOro "First". Da tempo in città circolava la notizia della campagna di boicottaggio verso le istituzioni israeliane da sempre presenti massicciamente alla Fiera e non può che risultare emblematica la rinuncia a partecipare alla Fiera da parte della Israel Export institute, un ente che fa capo al Ministero del lavoro di Israele. Quest'anno infatti sono mancati i nomi maggiori delle aziende israeliane che di fronte alle richieste della Fiera hanno preferito voltare le spalle. Alla Fiera, "tra gli stand solo bocche cucite, nessuno voleva rilasciare dichiarazioni. Tutti gli espositori si sono trincerati dietro il più classico dei "no comment" riporta il Giornale di Vicenza. L'ufficio stampa della Fiera ammette che c'è stata una fitta corrispondenza con l'Israel Export Institute, ma che non è servita a nulla. Anzi, sostengono che la riorganizzazione dei padiglioni ha fatto sì che la collettiva israeliana si sarebbe dovuta spostare, anche perchè gli israeliani non partecipano alle altre due edizioni dedicate all'oro, "Choice" e "Charme". Pertanto si dovevano in qualche modo adattare. Evidentemente non l'hanno fatto e hanno deciso di abbandonare in massa l'appuntamento, per cui più che una rappresentanza del Ministero, in Fiera si è presentato un gruppo di privati che metteva in mostra oro. Altro discorso riguarda, invece, i diamanti. Una perdita pesante? L'ufficio stampa minimizza: abbiamo fatto il possibile e poi gli israeliani ci sono comunque. Ma non quelli del ministero, quelli che fanno parte di un cartello ben preciso. Quelli che rappresentano il Paese. E a Vicenza ci venivano da almeno vent'anni.