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    Campagna BDS: prossima tappa Trieste

    La Camera di commercio Italo-israeliana sponsorizza la fiera dell'olio capitale
    a Trieste dal 5 all'8 marzo

    (26 Febbraio 2010)

    Le complicità internazionali con lo Stato di Israele passano anche per Trieste.
    Israele sponsor della fiera Olio capitale a Trieste dal 5 all'8 marzo

    SALAAM RAGAZZI DELL'OLIVO - TRIESTE
    La Fiera dell'Olio non può ignorare che la presenza di Tel Aviv passa attraverso la distruzione degli olivi palestinesi.
    Israele non solo sta sradicando gli olivi, la pianta simbolo della Palestina e della Terra Santa, ma, dopo averli sradicati sceglie quelli più antichi e li porta nelle proprie città, dove vengono esibiti come simbolo della terra di David.
    La vedova di Martin Luther King, quando ha saputo che a Gerusalemme avevano intestato al marito un parco creato con gli olivi rubati ai palestinesi, ha fatto togliere il nome dal parco.
    Il ramoscello d'olivo è il simbolo della pace.
    Il ramoscello d'olivo spezzato è il simbolo dell'oppressione.
    Il comunicato che segue invita ad intervenire in tutti i modi possibili, l'elenco di numeri telefonici ai quali rivolgerci è lungo e possiamo far sentire la nostra voce.
    Facciamolo!
    SALAAM RAGAZZI DELL'OLIVO - TRIESTE

    Campagna BDS in Italia contro l'economia israeliana.
    Prossima tappa Trieste


    La Camera di commercio Italo-israeliana sponsorizza la fiera dell'olio capitale
    a Trieste dal 5 all'8 marzo


    E' assurda, indecente e vergognosa la notizia che la fiera Olio Capitale che si terrà a Trieste dal 5 al 8 Marzo avrà tra i suoi sponsor la camera di commercio Italo Israeliana .
    Il paese che ogni anno distrugge migliaia di alberi da frutta e di olivo in particolare per strappare terra ai contadini palestinesi e fare posto a colonie di invasati religiosi, avrà modo di fare tranquillamente la sua passerella e intrattenere rapporti commerciali .
    Dobbiamo rompere questo silenzio e contrastare questa impunità, dobbiamo rilanciare la campagna di boicottaggio e fiere campionarie come questa di Trieste e al pari del salone del libro di Torino del 2008, debbono diventare dei momenti di denuncia politica contro l'occupazione sionista.
    La politica israeliana si accanisce in modo particolare contro i contadini palestinesi e lo fa con tutti i mezzi dalla violenza legalizzata da un sistema giudiziario fortemente condizionato dai religiosa e dai militari, ma si avvale anche delle squadracce paramilitari dei coloni, che occupano manu militari le terre e che aggrediscono persino i bambini dei villaggi palestinesi impedendogli di andare a scuola.
    Le forze di sicurezza sioniste negli ultimi mesi hanno arrestato diversi attivisti palestinesi che si battevano a fianco dei loro contadini, e il ministero degli interni di Tel Aviv sta rendendo ogni giorno sempre più difficile la permanenza delle organizzazioni pacifiste internazionali . Il furto della terra, dell'acqua e delle risorse palestinesi non devono avere opposizione e testimoni, ma un sistema di oppressione crudele come quello sionista è condannato all'isolamento e alla sconfitta.
    L'attacco ai contadini palestinesi, la distruzione dei fondi agricoli è parte del progetto che tende ad occupare quanta più terra possibile cacciando i legittimi proprietari palestinesi.Sin dalla sua nascita la colonia israeliana ha provveduto alla pulizia etnica e alla spoliazione di oltre 1 milione di dunum di terra araba palestinese
    La fiera di Trieste si presenta come una operazione di copertura politica e un occasione di scambi economici, l'Italia ha esportato nel 2009 merci per quasi 2 miliardi di euro ed ha importato beni per circa 1,4 milardi di euro.
    Il grosso di questo scambio è costituito da armi, tecnologia aerospaziale, chimica, medicinali e telecomunicazioni sicure, l'agricoltura è solo una piccola parte.
    Ma questo dato non ci deve portare fuori strada, in un recente articolo alcuni operatori commerciali e ambasciatori israeliani si dicevano preoccupati per il danno di immagine di Israele causato dalla campagna di boicottaggio .
    Stizziti per i blitz nei supermercati e per le centinaia di azioni messe in campo dai militanti della campagna di boicottaggio internazionale contro l'apartheid israeliana, questi uomini dell'apparato commerciale e istituzionale ci hanno dato una conferma ed un incoraggiamento e anzi ci hanno dato un indicazione di lavoro da sperimentare.
    Le fiere sono un evento, una grande vetrina ,una specie di festival della Scala e allora perchè non rompere il silenzio di questa vergognosa complicità commerciale con l'occupante sionista ?
    Volantini, megafonaggi, pacifici blitz con tanto di magliette e striscioni contro i crimini israeliani e per il boicottaggio, insomma la fantasia e la volontà dalle nostre parti non mancano.... basta rompere gli indugi
    Per prima cosa cominciamo a tempestare di telefonate e mail di protesta questi indirizzi


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    Campagna internazionale Boicottaggio Disinvestimento e Sanzioni (BDS) Italia - Forum Palestina




    The BDS Campaign in Italy against the Israeli economy.

    Next stop Trieste

    The Italian-Israeli Chamber of Commerce sponsors

    The Capitol Oil Fair

    at Trieste from 5th to 8th March



    Absurd, indecent and a disgrace! It is the only the way to describe the news that the Capital Oil Fair, which is being held in Trieste from 5th-8th March, will have among its sponsors the Italian-Israeli chamber of commerce. Israel, the country which every year destroys thousands of fruit and olive trees in order to rob Palestinian farmers of their land and make room for settlements of religious invaders, is to be calmly given a stage to show off its wares and seal business deals.

    Israeli policy doggedly vents its fury on Palestinian farmers with every legalized violent means made available by a judicial system which is heavily influenced by the religious and military authorities. It is also a policy that resorts to paramilitary gangs of settlers, who forcefully occupy the land and even attack the Palestinian village children, stopping them from going to school. The Zionist security forces have over the past few months been arresting several Palestinian activists who have taken up the farmers’ cause, while Tel Aviv’s interior ministry is everyday making international peace organisations’ existence in the country increasingly more difficult. There should be no opposition and witnesses to the taking of Palestinian land, water and resources; but the Zionist system of cruel oppression is condemned to isolation and defeat.

    The attack on Palestinian farmers, the destruction of agriculture funds is all part of a plan aimed at overrunning as much land as possible, driving out the rightful Palestinian owners. Right from the outset, Israeli settlement policy has envisaged ethnic cleaning and dispossessing more than one million dunum of Palestinian land.

    The Trieste Fair bears all the traits of a covert political operation and an opportunity for economic exchange: in 2009, Italy exported goods to the value of nearly 2 billion Euros, while its imports totalled around 1.4 billion. The bulk of this trade was in arms, aerospace, chemical and medical technology and safe telecommunications. Agriculture constituted only a small part.

    However these figures should not put us on the wrong track. In a recent article, a number of Israeli businessmen and ambassadors expressed concern for the damage inflicted on Israel’s image by the boycott campaign.

    Irritated by the raids on supermarkets and by the hundreds of other initiatives undertaken by militants of the international campaign against Israeli apartheid, these institutional representatives and businessmen pointed the way to try out future action. The fairs are events, a huge showpiece. So why not expose this disgraceful business collusion with the Zionist occupier?
    The boycott campaign needs to get going again and trade fairs like Trieste’s, as happened with the 2008 Turin Book Fair, should be turned into opportunities to politically denounce the Zionist occupation. Leaflets, megaphones, peaceful raids with demonstrators wearing t-shirts and carrying banners protesting against Israeli crimes and in favour of the boycott: certainly our imagination and drive is not lacking .... it is simply a matter of going into action.


    BDS Campaign Italy Forum Palestina

    bdsitalia@libero.it