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    Lettera di un ebreo antisionista francese al Ministro della Giustizia sulle ragioni della Campagna di boicottaggio di Israele

    La rete francese Europalestine lancia l’appello per una giornata di mobilitazione nazionale per il BDS

    (24 Febbraio 2010)

    Care amiche, Cari amici,

    vogliamo innanzitutto ringraziare e congratularci con Serge Grossvak, attivista anti-colonialista della zona di Parigi che ha appena inviato una lettera aperta al ministro francese della Giustizia, la signora Michèle Allio-Marie, a sostegno della campagna di boicottaggio. "Confermo di aver fatto personalmente parte di una azione per promuovere il boicottaggio delle merci israeliane all'interno di un supermercato della mia zona della Val d'Oise; tali prodotti sono coltivati con il sangue e il dominio, hanno odore di odio e di dominazione. Andrò in tribunale, se vuole ", scrive Grossvak.

    Per il testo integrale della lettera http://www.europalestine.com/spip.php?article4791

    Invitiamo tutti a seguire il percorso di Serge, anche scrivendo alla signora Alliot-Marie, Ministro della Giustizia “13 place Vendôme 75042 Paris Cedex 01”.

    Una tale mossa contro tutti i tentativi di criminalizzare la campagna anti-occupazione ci ricorda manifestazioni famose che hanno dato grandi contribuiti qualche decennio fa in Francia: come quella del 1960 a favore di coloro che rifiutavano la guerra sporca condotta dalla Francia contro la il popolo algerino e del 1971 di un gruppo di donne coraggiose che pubblicamente avevano confessato di aver abortito almeno una volta nella loro vita, in un momento in cui tali procedure erano punite con lunghe pene detentive in Francia.

    Si deve aggiungere, tuttavia, che tutte le azioni di boicottaggio dei prodotti della occupazione israeliana sono perfettamente legittime. Chi si comporta illegalmente sono quelli che importano e vendono questi prodotti illegali, in quanto potenza occupante che gode di benefici economici derivanti dai territori occupati con crimini di guerra.

    Proprio per questo motivo il primo ministro francese Francois Fillon e la signora Alliot-Marie si sentono costretti a ricorrere a grandi menzogne, come hanno fatto recentemente con la lobby israeliana francese (vd http://www.europalestine.com/spip.php?article4790).

    Ci sono numerosi tentativi di intimidirci, come con il recente processo a Sakina Arnaud a Bordeaux (Sakina ha appena annunciato che farà ricorso contro l’ammenda di 1.000 € a cui è stata condannata), o la sospensione di 3 giorni a uno studente reo di aver indossato una T-shirt con su scritto "Free Palestine". Eppure, questo non potrà certamente impedirci di continuare a rifiutare di essere in qualche modo complici del comportamento criminale di Israele.

    E noi mostreremo di essere molto numerosi a Montpellier, dove confluiremo da tutte le parti della Francia Sabato 14 marzo, per dire a tutti i nostri rappresentanti e a tutti i candidati in corsa per le prossime elezioni regionali, che non possono "rappresentarci" incoraggiando l'occupazione e la colonizzazione.

    Vi invitiamo a partecipare a questa mobilitazione nazionale, qualunque sia la città dove vivete.
    Per i dettagli http://www.europalestine.com/spip.php?article4780


    Il testo della lettera di Serge Grossvak, attivista della campagna di boicottaggio attivo in Val d'Oise, al Ministro della Giustizia francese.

    21-02-2010

    Serge Grossvak 95 - Val d'Oise

    Ministero della giustizia Sig.ra Alliot-Marie 13 place Vendome 75042 Paris

    Caro Ministro,

    Confesso di boicottare tutti i prodotti israeliani. Hanno odore di odio e di oppressione. I miei genitori mi hanno insegnato il martirio inflitto dai nazisti e l'inferno che ha divorato la nostra famiglia.

    Figlio di immigrati ebrei, ho sentito questa lezione come un dovere per l'umanità, come un impegno di solidarietà, come requisito di vita.

    Confesso, mi appello al boicottaggio dei prodotti in questo paese oggi conquistatore e oppressore. Lo ammetto, è la mia voce e il mio cuore che mi invitano a questo atto di resistenza, pacifico, razionale. Il mio appello è un grido contro l'umiliazione legata ai crimini e alla pratica delle colonie. Il mio invito è quello di rinunciare alla guerra.

    Confesso, io ero lì. Ero al supermercato di Cormeilles per boicottare i prodotti israeliani sugli scaffali e portarli in massa alle casse all’ ingresso. Sono stato lì, e ho parlato. La polizia mi può attestare, ho dato il mio nome. Quando si agisce per la dignità, non c'è bisogno di nascondersi.

    Confesso, io ero lì e ho fatto tutto questo per la mia dignità umana e l'onore dei miei antenati. Perché non posso sopportare di abbandonare la sofferenza e l'ingiustizia che subisce il popolo della Palestina. Perché io sono ebreo discendente di Marek Edelman, Joseph Epstein e Raymond Aubrac, le mie radici ebraiche sono dalla parte degli oppressi.

    Signora Ministro, non temo il carcere, io sono pronto ad affrontare la repressione, come mio padre aveva affrontato l'internamento da parte della polizia sotto il comando di un potere totalitario.

    Signora Ministro, non mi farà abbandonare il mio impegno per la pace e la giustizia per il popolo palestinese, per il recupero della sua dignità, per l’indipendenza dello Stato di Palestina entro i confini del ‘67 e con capitale Gerusalemme est.

    Signora Ministro, la prego di accettare la mia determinazione a combattere le minacce contro una lotta giusta e il Vostro sostegno a un estremismo nazionalista che fa vergognare la mia cultura ebraica.

    Serge Grossvak

    bdsitalia@libero.it